Si apriranno il prossimo 7 giugno i Mondiali Rebeldi di calcetto, organizzati dal Progetto Rebeldìa di Via Battisti. L’ormai tradizionale appuntamento sportivo del giugno pisano, giunto quest’anno alla quarta edizione, vedrà la partecipazione di ben venti formazioni espressione delle realtà sociali e associative locali, delle comunità migranti in Italia( albanese, brasiliana, eritrea, rumena, macedone, magrebina, italiana, kurda, senegalese, sudamericana) pronte a confrontarsi allegramente in un rettangolo di gioco con lo scopo di abbattere quei muri di indifferenza, di diffidenza, di razzismo e di intolleranza che sembrano tutt’oggi essere presenti nella nostra società. Per la prima volta parteciperà anche una squadra della provincia di Lucca composta da migranti prevalentemente sudamericani e una selezione del Kosovo. Non ha una notevole importanza determinare quale sarà la squadra vincitrice del torneo, siamo sicuri che vinceranno: la fratellanza e l'uguaglianza tra i popoli, la possibilità di camminare per la città senza esser considerati clandestini, il diritto ad essere cittadini e cittadine del mondo ovunque e comunque.
Due gli obiettivi di questa edizione. Il primo è quello di usare lo sport più popolare per aggregare su un rettangolo di gioco donne e uomini di nazionalità, religione ed etnia diverse per disobbedire all’antico concetto di nazione e all’artificialità delle frontiere. Un modo per opporsi alle politiche di tipo razzista e discriminatorio, praticate nazionalmente dal centrodestra berlusconiano al governo per mano del Ministro Maroni coi sedicenti “pacchetti sicurezza”, secondo i quali è reato il semplice fatto di essere straniero e non è scandaloso respingere in mare barconi pieni di uomini e donne in fuga da fame e guerre. Praticate localmente da una Giunta comunale che prende alla lettera quei pacchetti e se ne fa forza applicandoli sul territorio a colpi di ordinanze.
Il secondo è quello di richiamare l’attenzione della città su 2 importanti luoghi di aggregazione, interessati da progetti di trasformazione urbanistica calati dall’alto, senza considerare chi su quel territorio vive, lavora, fa attività sociale o di volontariato.
È il caso di Rebeldìa, sotto sfratto per la realizzazione della Sesta Porta. Quest’anno infatti l’apertura dei mondiali è una delle tappe di avvicinamento alla manifestazione per la difesa di Rebeldìa, che le associazioni del progetto hanno già convocato per il 13 giugno.
Ma è anche il caso della mobilitazione dei cittadini del Cep in difesa dei “campini”, l’ultimo spazio pubblico di aggregazione rimasto nel quartiere che il comune vorrebbe cementificare. Proprio per questo, simbolicamente, quest’anno tutta la giornata inaugurale e due dei quattro gironi preliminari si giocheranno proprio al Cep, presso gli impianti di Via Da Fabriano (gli altri due si svolgeranno al circolo Arci di Pisanello).
L’edizione di quest’anno vede anche l’importante collaborazione della UISP, che con entusiasmo ha garantito supporto logistico-organizzativo.
Abbattere l'indifferenza, la diffidenza, il razzismo e l'intolleranza striscianti intorno al cuore della nostra società da una parte; chiedere il rispetto del diritto all’ascolto di chi abita e vive i territori dall’altra sono, quest’anno, un ottimo motivo per rincorrere un pallone, riappropriandosi del centrocampo e delle fasce laterali senza esibire il permesso di soggiorno. Non importa chi perde o chi vince sul campo, l’importante è che a vincere siano solidarietà, fratellanza, democrazia e partecipazione.
Il calcio d'avvio della partita inaugurale dei Mondiali Rebeldi: Brasile - Pappagalli Verdi sarà domenica 7 giugno alle ore 17:00 presso i campini del CEP
Progetto Rebeldìa