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    DI' X DÌ = 42 RIFORMULA PISA. MOLTIPLICA LO SPAZIO COMUNE   Bisogna immaginare come potrebbe essere una nuova società.  La libertà, la verità e la giustizia non ...

Magnaghi e i Territorialisti Toscani: "Dì x Di'= D42 " opportunità per il governo locale

 

 Magnaghi e i Territorialisti Toscani: 
"Dì x Di'= D42 " . Un’enorme opportunità 
per il governo locale"

 

In cammino verso la costruzione di una città come ‘bene comune’.

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L’ex caserma Curtatone e Montanara nel quartiere di San Martino a Pisa, dismessa a partire dal 1997, è al centro, in questi giorni, di un importante dibattito locale, il quale si colloca, a sua volta, all’interno di un più generale dibattito in corso a livello nazionale inerente i processi di riconversione dei beni demaniali. La Caserma è stata infatti sede di una esperienza di occupazione, poi sgomberata, da parte di un gruppo di attivisti locali che, volendola sottrarre ad un programma di riconversione residenziale e cessione a privati proposto dal Comune, ne hanno tentato un progetto autogestito al fine di salvaguardare una fruizione pubblica del complesso. 

 

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Il quartiere ha un idea

 

il Comune prenda atto del fallimento del Progetto Caserme e apra il dialogo con la città sul futuro

il Comune prenda atto del fallimento del Progetto Caserme e apra il dialogo con la città sul futuro dell'ex distretto militare

Negli scorsi giorni l’assessore Zambito in consiglio comunale ha annunciato che il sindaco, nel corso di questo mese, convocherà un nuovo incontro con l’Agenzia del Demanio e il Ministero della Difesa in merito al protocollo del Progetto Caserme. Riteniamo che sia venuto il momento che il Comune prenda atto che quel progetto è fallito, e che desista dal continuare a sostenere un’operazione da 70 milioni di euro per la realizzazione della nuova caserma di Ospedaletto. È necessario aprire una nuova fase di discussione in merito al riutilizzo delle aree militari, a partire da quella che oggi è già dismessa e che potrebbe essere utilizzata: ovvero il Distretto 42. Il silenzio della giunta che ormai dura dall’aprile del 2014 (quando  il Distretto è stato sgomberato) è pesante, e indice di una non volontà di dialogo e confronto.In queste settimane c’è una novità di cui l’amministrazione comunale, proprio in vista di questo incontro, non può ignorare: un percorso di progettazione partecipata che reclama il proprio diritto a immaginare la città e i suoi spazi, e che cerca risposte a bisogni sempre più articolati e complessi in una fase di crisi. Il 31 gennaio e il primo febbraio decine di cittadine e cittadini, associazioni, architetti si ritroveranno per dare una forma compiuta a questo percorso. Il sindaco e la sua giunta devono chiarire se hanno interesse a confrontarsi con questa progettualità o intendono andare avanti con un progetto fallimentare, ignorando ancora una volta una simile esperienza.
A Pisa sono tante, troppe le strutture militari abbandonate oltre il Distretto 42: dalla caserma di San Vito alla Polveriera al Cep. Migliaia i metri cubi pubblici e privati lasciati colpevolmente a marcire. Il tempo del recupero da parte della cittadinanza di queste aree è arrivato: un recupero collettivo che noi praticheremo con la partecipazione e la progettualità condivisa.

Pisa, 26 gennaio 2015

Municipio dei Beni Comuni 

 

Ciao Paola

Ieri 24 Gennaio dopo una lunga malattia, la Prof.ssa e Presidente della Casa della Donna Paola Bora se ne è andata. Lascia un vuoto enorme, non solo nella Casa della Donna, a cui va il nostro abbraccio più forte, ma in tutta la città, perché oltre che dei suoi temi più affini e cari, delle questioni di genere e la violenza sulle donne, Paola si è sempre presa cura di questa città.
La ricordiamo al nostro fianco in tanti momenti, come in quel 13 ottobre 2013, quando assieme a una grande parte della cittadinanza pisana andammo a liberare l’ex colorificio.
Sei stata e continuerai a essere nelle nostre lotte.
Ciao Paola.
 

firma stopttip

 

No expo – inutili i grandi eventi.

Vogliamo diritti e giustizia sociale


Anche a Pisa approda la carovana di eventi, la stessa di tante altre città italiane, al fine di far sembrare EXPO 2015 l'evento indispensabile allo sviluppo e alla declinazione di temi che riguardano la collettività da vicino, la tipica parata per tentare di ridare credibilità ad un sistema che è invece ormai irrimediabilmente deflagrato con le indagini per corruzione e infiltrazioni mafiose. All'interno del grande evento EXPO 2015 temi importanti perdono di significato, banalizzandosi in sponsor criminali, come la Coca Cola e la Nestlè da un lato, e dall'altro generando prospettive di lavoro abortite in partenza e che fondamentalmente creano solo occasioni di "lavoro gratuito" e ulteriore sfruttamento della già precaria classe lavoratrice italiana.

Ma nonostante tutto quello che rappresenta Expo 2015, a Pisa l'amministrazione trova il tempo per partecipare,  e anzi investe energie e spazi pubblici per riconferire all’evento credibilità.
Il modello-vetrina proposto da Expo, che è simile a quello che questa amministrazione vorrebbe per Pisa, ritagliando il centro storico a misura di turista, mercificando e svendendo il patrimonio comune,  non rappresenta la nostra città.

Il gioco proposto è comunque sottile: a Pisa si direbbe “l'argomento però è interessante”. Certo l'argomento è interessante, come lo sono questioni che riguardano la qualità dei cibi e delle bevande che quotidianamente assumiamo e delle conseguenze sulla salute, ma purtroppo non sono questi gli obiettivi di Expo 2015, ma sono solo momenti di passerella e occasioni di finanziamenti straordinari, in questo caso dispersi tra le varie mazzette, e che mai generano prospettive di lavoro né tantomeno positiva e costruttiva discussione.


Progetto Rebeldìa

 leggi anche questo interessantissimo dossier, curato dal Collettivo Bicocca, sull’analisi del rapporto tra grande evento e brand commerciali globali. (fonte Milano in Movimento)

http://milanoinmovimento.com/wp-content/uploads/2015/01/EXPO-ATTRAVERSO-I-BRAND.pdf 

 

 

Dì x di' = 42. Banchetti Informativi

 Vieni a informati sul percorso partecipato per la riapertura del Distretto 42. Compila il questionario. Firma la Mozione Popolare.

PUNTI FISSI di informazione e raccolta firme: Chicco di Senape Bottega di Libera.

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PUNTI MOBILI di informazione e raccolta firme:
Mercoledì 21 gennaio ore 10- 12:30 Piazza San Martino 
 
Mercoledì 21 gennaio ore 16- ­18 Corso Italia davanti Banca Intesa ­ 

Mercoledì 21 gennaio ore 21:00- 22:00 Palazzo Ricci ­

Venerdì 23 Gennaio ore 16 -­ 18 Corso Italia davanti Banca Intesa
 
Venerdì 23 Gennaio ore 17 -­ 19 Libreria Ubik
 
Venerdì 23 Gennaio ore 19 - 23 Circolo Anrchico vicolo del Tidi   

Sabato 24 gennaio ore 10- ­12:30 Piazza San Martino ore 10­12 

Sabato 24 gennaio ore 10- ­12: 30 Mercato Contadino in Piazza santa Caterina 

Sabato 24 Gennaio ore 16 ­- 18 Scuola Mazzini, Via Orazio Gentileschi 10
 
Mercoledì 28 Gennaio ore 10-12:30 Piazza San Martino ­
 
Mercoledì 28 gennaio ore 16- ­18 Corso Italia davanti Banca Intesa ­
 
Mercoledì 28 gennaio ore 18 -20 Libreria TornaLibro, Via Quarantotti, 3
 
Mercoledì 28 gennaio ore 21:00- 22:00 Palazzo Ricci ­ 
 
Venerdì 30 Gennaio ore 15- ­19 Vicolo del Tidi  ­
 
Venerdì 30 Gennaio ore 16- ­18 Corso Italia davanti Banca Intesa ­

Sabato 31 Gennaio ore 10- ­12:30 Piazza San Martino ­ 
 
  Vieni a informati sul percorso partecipato per la riapertura del Distretto 42. Compila il questionario. Firma la Mozione Popolare. 
 
Per dare disponibilità a tenere o accogliere i banchetti informativi scrivete a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo  
 

Solidarietà Csa Dordoni in merito all'agguato fascista

Esprimiamo totale solidarietà e vicinanza ai compagni e alle compagne del Csa Dordoni che la sera del 18 Gennaio hanno subito un vero e proprio agguato fascista, e ci auguriamo che Emilio, nonostante le gravi lesioni riportate possa guarire.
Un attacco fascista e vigliacco, in cui per l’ennesima volta le forze dell’ordine hanno scelto di stare dalla parte sbagliata, identificando semplicemente gli aggressori, nonostante i gravi reati appena compiuti e addirittura accanendosi nuovamente contro compagni e compagne del Csa Dordoni.
L’appuntamento è quindi Sabato 24 Gennaio Manifestazione nazionale antifascista a Cremona.

Emilio resisti!
Progetto Rebeldìa

Qui gli aggiornamenti sulla manifestazione:
http://www.infoaut.org/index.php/blog/antifascismoanuove-destre/item/13709-sabato-24-gennaio-manifestazione-nazionale-antifascista-a-cremona
 

Rassegna Stampa: Moltiplica lo Spazio Comune

fotoconfstampa17012015.jpg Comune Info:

La moltiplicazione che ridisegna Pisa

 

http://comune-info.net/2015/01/la-moltpilicazione-che-ridisegna-pisa/

 

Il Tirreno:

Una campagna per riaprire l’ex distretto militare 42 

http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2015/01/18/news/una-campagna-per-riaprire-l-ex-distretto-militare-42-1.10690584 

Pisa Today 

 Progettazione partecipata nel quartiere San Martino Pisa
„Quartiere San Martino, torna il Distretto 42: "Dal basso ecco il nuovo protocollo di progettazione partecipata"“

 http://www.pisatoday.it/cronaca/progettazione-partecipata-quartiere-san-martino-pisa.html

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Riformula Pisa. Il programma

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Uno spazio sociale diffuso

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Riformula Pisa. Moltiplica lo spazio comune

Di' x Dì = 42

Riformula Pisa. Moltiplica lo spazio comune

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 Bisogna immaginare come potrebbe essere una nuova società. 


La libertà, la verità e la giustizia non sono un regalo, ma diritti che si devono conquistare e difendere.

E si possono raggiungere solo collettivamente.

In questo essenziale stralcio, ripreso dall'intervento del Subcomandante Moisés nel 21° anniversario dell’EZLN, in questa riflessione così semplice e così densa, sta forse il solco del nostro futuro. Vi sono parole imprescindibili che appartengono alla nostra storia politica, e sono l'epidermide viva di decenni di lotte cui anche noi abbiamo preso parte. Una di queste è 'immaginare', attività sovversiva, ribelle per definizione: con il solo pensiero è possibile rivolgere gli occhi a un orizzonte diverso da quello limitato del nostro tempo, intravedere la concreta possibilità di un mondo in cui la giustizia e la felicità siano una condizione comune, e non solo l'appannaggio di pochi. Immaginare significa superare la silenziosa, subdola dittatura del liberismo odierno, la parvenza della libertà che ammette il diritto del potente e la sottomissione del debole, che ha fabbricato dalla terra città a misura di denaro, come se questo fosse la cosa più ovvia, più normale, e non una squallida convenzione. Immaginare significa agire in difesa del proprio diritto a esistere, a esistere come organismo, singolo e collettività, la cui libertà coincide esattamente con quella di cui godono gli altri. 

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