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Distretto 42 spazio di diritti: può accogliere i profughi

accoglienza migranti distretto 42 africa insieme progetto rebeldia municipio dei beni comuni

Da alcune settimane il Governo italiano sta attuando il piano di “svuotamento” di Lampedusa, mediante la redistribuzione dei profughi nel territorio nazionale. Ancora una volta, la gestione del fenomeno è affidata a meccanismi emergenziali e improvvisati: invece di ospitare i migranti nel sistema ordinario di accoglienza dei richiedenti asilo – il cosiddetto “sistema Sprar” – si stanno predisponendo strutture di emergenza specifiche, reperite all’ultimo momento e spesso prive degli standard minimi previsti dalla legge.


E’ in questo contesto che sono giunti a Pisa alcune decine di profughi, che sono stati collocati in strutture del tutto inadeguate e precarie. Una di esse si trova a Piaggerta, nella tenuta di San Rossore: qui, i migranti si trovano lontani dalla città, di fatto isolati da qualsiasi collegamento esterno, in una condizione che impedisce qualunque forma di inserimento sociale. Eppure, ci sarebbero le possibilità per un’accoglienza degna di questo nome, se solo si
volesse metterla in campo.

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Pisa città della Guerra?

Il Ministero della Difesa risponde: l'ex Caserma 'Curtatone e Montanara'
è d'interesse per il Progetto Caserme


no war no blitz

Nella giornata di lunedì 14 aprile l'Agenzia del Demanio ha ricevuto la tanto attesa risposta da parte del Ministero della Difesa in merito all'interesse di quest'ultimo per lo spazio dell'ex Caserma 'Curtatone e Montanara'. Il messaggio dei militari è sempre lo stesso: cosa nostra non si tocca, anche se non lo utilizzeremo mai.

Il Distretto 42 è abbandonato da 20 anni, il cosiddetto 'Progetto Caserme' che coinvolge l'area di via Giordano Bruno è arenato da dieci, ma il Ministero della Difesa ha comunicato al Demanio che il bene è di suo interesse e utilizzo, per cui non è disponibile a dare il via libera al trasferimento a titolo gratuito al Comune di Pisa, in base a quanto previsto dal federalismo demaniale.

A fronte di un protocollo defunto, e l'insostenibilità evidente di un'operazione immobiliare da 200 milioni di euro, si prova a lasciare in stato di abbandono uno spazio che da oltre due mesi è stato invece restituito alla cittadinanza, grazie a un percorso di partecipazione che ha riportato alla vita un parco pubblico di ottomila metri quadrati, che qualche militare vorrebbe invece tornasse a essere il proprio parcheggio privato.

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Pasquetta al Distretto42

 

   
    
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evento fb

 

 

Dall’uovo di Pasqua è
uscito un pulcino di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto:
“Vado mi metto 
in viaggio e porto a tutti 
un gran messaggio!”
E svolazzando di qua e di là,
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri, nel cielo e per terra:
Viva la pace, abbasso la guerra

 

Gianni Rodari

8.00 VerdeColazione

 

Pic nic nel Parco Andrea Gallo con griglia aperta ( noi ci mettiamo la carbonella e voi ci grigliate quello che desiderate 


Bar aperto

 

 

15:00 Laboratorio culinario "Dell'arancia non si butta via nulla": la marmellata di arance.
Con le arance di SOS ROSARNO

 

15.00 Per i più piccoli (ma non è detto): Caccia all'uovo colorato

 

17.00 merenda pomeridiana equa e solidale a cura del Chicco di Senape

 

 

Giustizia e Verità per Zakir

 

VENERDÌ H 15 CORTEO DA PIAZZA VITTORIO EMANUELE 
PERCHÉ QUELLO CHE È SUCCESSO NON FINISCA NEL DIMENTICATOIO E, SOPRATTUTTO, NON ACCADA MAI PIÙ.
 

 

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Domenica scorsa è avvenuto un omicidio. Non in qualche luogo lontano, non in un teatro di guerra o di conflitto, ma proprio nella nostra città, in pieno centro.
Zakir Hossain, un giovane bengalese che lavorava come cameriere in un ristorante in Piazza Gambacorti (Piazza La Pera), è stato aggredito e ucciso in Corso Italia, proprio mentre usciva dal posto di lavoro. Al momento non si conosce il movente dell’omicidio, e sulle stesse dinamiche del fatto vi sono numerose incertezze. Quel che si può dire sin da ora è che si tratta di un fatto gravissimo, inaudito, senza precedenti nella nostra città: che proprio per questo non va sottovalutato.

Martedì sera la comunità bengalese si è riunita in un’assemblea spontanea: seduti in cerchio, nella stessa piazza dove Zakir lavorava e dove trascorreva gran parte delle sue giornate, i connazionali del giovane hanno pregato, hanno ricordato il loro amico e collega, e hanno raccontato le loro storie. Molti di loro sono commercianti, e gestiscono piccoli esercizi di ristorazione o minimarket: spesso, proprio questi negozi sono additati come un pericolo per la “sicurezza
pubblica”. Il tragico omicidio di Zakir mostra l’altra faccia della realtà: perché spesso sono proprio i migranti – a Pisa, e non solo – ad essere vittime di aggressioni e di violenze. Ma di questo non si parla, quando si discute (a sproposito) di “sicurezza”…

Oggi, la comunità bengalese chiede verità e giustizia. Chiede indagini accurate, che consentano di risalire al responsabile (o ai
responsabili) del tragico omicidio. Esige che nessuna traccia sia trascurata, che si ascoltino testimoni, che si analizzino (eventuali) filmati. Pretende insomma che il caso – per la sua inaudita gravità – sia seguito con serietà e attenzione dagli inquirenti. E’ una richiesta che facciamo nostra, e che rilanciamo: i volontari e gli attivisti di Africa Insieme e del Municipio dei Beni Comuni hanno messo a disposizione della comunità bengalese i propri legali di fiducia, affinché la vicenda sia seguita da professionisti competenti.
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Colazione al Distretto 42

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L'Associazione per la Pace di Pisa per il Distretto 42

L'Associazione per la Pace nasce dal movimento pacifista della metà degli anni ’80 che si è battuto contro l’installazione dei missili nucleari NATO a Comiso. Fu una grande lotta, che continua oggi attraverso i numerosi gruppi locali dell’associazione - come quello pisano – impegnati per la promozione di “progetti politici, culturali ed educativi volti alla realizzazione del disarmo, alla cessazione dei conflitti esistenti nel mondo, alla risoluzione dello squilibrio tra paesi ricchi e paesi poveri, al rispetto dei diritti umani e delle libertà dei popoli, alla pratica della nonviolenza e all'affermazione di una nuova idea di rapporto con il pianeta che ponga fine alla violenza fra le persone e sulla natura”. Non possiamo, quindi, che sostenere e difendere la realtà del Distretto 42, la dimostrazione fattiva che da spazi pensati e vissuti per lungo tempo come luoghi dove prepararsi alla difesa dal nemico, attraverso la pratica della guerra, possano nascere importanti progetti sociali e culturali, capaci di aggregare individui e gruppi e di riattivare le risorse sopite della cittadinanza, creando in questo modo un nuovo modo di essere e fare comunità. E' questo un percorso, secondo noi, di costruzione della pace dal basso, che le istituzioni dovrebbero riconoscere e valorizzare!
Ci auguriamo quindi che da un luogo simbolo dell’oblio e dell’inefficacia della politica “istituzionale”, possa nascere uno spazio dove crescere e formarsi come cittadini di pace, partecipando attivamente alla vita della città e accogliendo e rispettando tutte le differenze presenti in essa.

Assopace-Pisa
 

Distretto 42. 20 digiunanti aspettano ancora una risposta dal Sindaco Filippeschi

digiunanti.jpgContinua da un mese e mezzo la "staffetta del digiuno" a difesa del Distretto 42 di Pisa, l'ex Caserma Curtatone e Montanara recuperata e aperta alla cittadinanza dal Municipio dei Beni Comuni il 15 febbraio scorso. Stefano Petroni ha digiunato lunedì 14, oggi è il turno di Donata Frigerio, domani di Mariella Ratti, giovedì digiunerà Mauro Contato, venerdì toccherà a Beatrice Bardelli e nel fine settimana di Pasqua a Roberto Lepera.
Per adesioni alla staffetta: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Il silenzio del Sindaco Filippeschi ancora regna sulla vicenda, per questo una delegazione dei digiunanti chiederà un incontro con il primo cittadino nei prossimi giorni. Gli 8.000 mq del parco urbano "Andrea Gallo" rischiano di essere reclusi a breve dalle forze dell'ordine, privando la collettività di un bene comune, luogo di pace, vita e socialità nel centrale quartiere San Martino di Pisa.

Pisa, 15 aprile 2014

 

 

la settimana del distretto

lasettimanadeldistretto42.jpg
 

Pisa, la resistenza degli occupanti dell'Ex Distretto

Vivono nell'ex Distretto e ogni mattina offrono caffè e dolcetti a chi passa per il Parco don Gallo. In attesa dell'ennesimo sgombero
20140413checchino.jpg[Checchino Antonini]
Quando il generale dei parà li ha visti nel suo parcheggio privato, la mattina del 15 febbraio, non credeva ai suoi occhi. Una masnada di disfattisti senza patria turbava il proprio ordine personale. Strillava come un aquila, avrebbe messo volentieri le mani addosso a quegli smidollati che s'erano presi quello che era suo. Ma quello che era suo è un complesso di palazzine fine Ottocento che sorge attorno a un parco di platani abbracciati tra loro lungo i vialetti, ottomila metri quadri di verde che ora sono diventati il Parco Don Gallo, pensando a un prete che, antropologicamente, era l'opposto del generale della Folgore. Quel parco non è suo, è un bene comune ma vaglielo a spiegare a uno che s'è votato armi e bagagli alla guerra globale. Una volta era un convento, poi è diventato una caserma. Il Distretto militare di Pisa, in pieno centro, in via Giordano Bruno. Uno dei consiglieri comunali di Fratelli d'Italia è venuto a vederlo, dopo l'occupazione, con gli occhi esaltati dalla nostalgia per la sua naja. Prima nemmeno c'era il muro, il parco era una piazza. E piazza tornerà ad essere grazie ai disfattisti del "Municipio dei beni comuni" che hanno occupato lo smisurato parcheggio privato del generale della Folgore che da vent'anni, dal '95, era abbandonato al degrado dal Ministero della Difesa divenuto ministero della guerra coi governi che si sono succeduti dalla fine degli anni 90 in qua. 
 
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Sgombero del Distretto 42: chi arriverà prima?

La polizia o le risposte da parte dell'Amministrazione?
Il Municipio dei Beni Comuni attende con caffè e biscotti

colla6.jpgL'aggettivo 'urgente' evocherà in molti di noi il pensiero di qualcosa di imminente, di immediato. Tuttavia a Pisa, negli ultimi tempi, l'urgenza sembra variare secondo il capriccio di chi la invoca. 'Urgente' è il sequestro del Distretto 42, in via Giordano Bruno. 'Urgente' la necessità di ristabilire la legalità in uno spazio chiuso da vent'anni e riaperto all'uso pubblico e alla socialità da cittadine e cittadine. 'Urgenti' erano però anche le risposte che dal Ministero della Difesa dovevano giungere per avviare o meno il percorso che – grazie al 'Federalismo demaniale' – dovrebbe condurre gratuitamente il bene di via Giordano Bruno a Palazzo Gambacorti, così come 'urgente' era il conoscere dalla viva voce del sindaco Filippeschi il suo parere sul progetto Caserme, un protocollo che vive ormai solo nella virtualità strategica di una politica sempre più povera di argomentazioni e ridotta alla ricerca un po' stanca di effetti speciali (un'operazione da 80 milioni di euro per la costruzione, in ultimo, di una nuova caserma a Ospedaletto) che colmino il vuoto di una crisi epocale.

Tutto questo era urgente, ma alcune cose possono aspettare altre invece pare di no. 

Da giorni i volontari del Municipio dei Beni Comuni aspettano che il sindaco faccia chiarezza sul Progetto Caserme, così come Filippeschi stesso aveva promesso alla delegazione del Municipio che più di due settimana fa lo aveva incontrato. Da giorni si attende la risposta del Ministero della Difesa in merito al destino degli ottomila metri quadri di verde fino a poco meno di due mesi fa letteralmente nascosti agli occhi di tutti. Da giorni temporeggia paludosamente chi spera che quanto prima l'esperienza di apertura da parte dei cittadini del Distretto 42 venga sepolta dal tempo e dalla memoria.

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La funzione sociale oltre la proprietà Privata

UnitedColorsofCommons.pngIl seguente articolo pubblicato su Euronomade , sono raccolte le riflessioni dei giuristi Marella, Mattei e Nivarra, scaturite dalla Tavola Rotonda svoltasi il 26 gennaio 2014 presso l'ex Colorificio Liberato durante United Colors of Commons sulla funzione sociale della proprietà privata.

La funzione sociale oltre la proprietà

di Maria Rosaria MARELLA*.

SOMMARIO: 1. La funzione sociale della proprietà e la questione della tenuta del progetto costituzionale. – 2. I diritti fondamentali fra strategie neoliberali e slanci trasformativi. – 3. La funzione sociale quale connotato della proprietà nel social. –4. La funzione sociale delle proprietà nel contesto neoliberale. – 5. What’s next? (Funzione sociale e beni comuni).

 

 

 

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Solidarietà dell'associazione El Comedor Estudiantil Giordano Liva Onlus al Distretto 42

L'associazione El Comedor Estudiantil Giordano Liva Onlus vuole esprimere la sua vicinanza e solidarietà al Municipio dei Beni Comuni e al Distretto 42, oggi sotto minaccia di sgombero urgente.

All’interno del Progetto Rebeldia, allora nei locali di via Battisti, la nostra associazione ha potuto dare avvio ad uno dei suoi progetti di solidarietà oggi sorretti da numerosi soci e volontari: la Scuola di italiano per migranti. L'incontro e le collaborazioni nate con associazioni e persone nello spazio aperto, plurale e sociale del progetto Rebeldia sono stati tasselli molto importanti in un percorso di crescita che ha reso oggi la nostra scuola di italiano una delle realtà di riferimento per le comunità migranti del territorio.

Da lì , passando per via Montelungo e ora il Distretto 42, la serie sterminata di iniziative e attività che fino ad oggi hanno animato la vita civile e culturale della città, hanno non solo restituito alla comunità degli spazi abbandonati da anni, ma al tempo stesso dimostrato quanto l’impegno volontario e la partecipazione diretta dei cittadini, proprio nei luoghi troppo spesso simbolo del disinteresse della politica e della finanza verso la sorte delle città e dei loro abitanti, possano far nascere piuttosto esperienze e pratiche di una vita civile basa su valori di equità, inclusione, rispetto dei più deboli.

Per questo motivo auspichiamo che si possa trovare una soluzione positiva per gli spazi del Distretto 42, che passi da un percorso di progettazione partecipata che includa tutti quei soggetti che hanno riportato alla vita gli spazi dell’ex caserma, rendendolo di nuovo uno spazio pubblico.

Associazione El Comedor Estudiantil Giordano Liva onlus
 
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