cicloviaggio al femminile nelle zone militarizzate d´Italia Sabato 4 settembre la ciclotappa principale con un´azione diretta nonviolenta presso la base militare USA di Camp Darby a Pisa Vicenza, 30 agosto 2010 - Dopo i cicloviaggi nelle zone militarizzate della Sicilia e di Napoli, Centodonnecentobici torna a promuovere la cultura della nonviolenza con un nuovo viaggio in Toscana all´insegna dell´eco-sostenibilità, sobrietà e autogestione. Quest´anno è la volta di Pisa e dintorni dove il gruppo si trasferirà dal 1° al 5 settembre per visitare su due ruote le aree militarizzate locali e incontrarsi con persone e associazioni che sostengono valori di pace, solidarietà, giustizia sociale e lotta agli stereotipi di genere. |
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Quello del silenzio non è un gioco |
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Sono trascorsi mesi di concitate prese di posizione pubbliche e di pochi ma estenuanti incontri a Palazzo Gambacorti, il cui fine principale è stato essenzialmente quello di far uscire Rebeldia dallo spazio di via Battisti 51/633 per permettere l´inizio dei lavori della "discutibile Sesta Porta", accampando argomentazioni che hanno cercato di seppellire partecipazione e democrazia in città, ma che oggi si sono sciolte come neve al sole d´Agosto. Al termine di questa stagione viene chiesto al Progetto Rebeldia di scegliere una proposta di soluzione per lo spazio, che divide le attività, le rende transitorie, migranti e certo più precarie di quello che sono state fino ad oggi. |
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Prese di Posizione sulla Sentenza |
Realacci “Non facciamo trascorrere invano i prossimi 90 giorni”
il commento di Realacci alle ultime novità sul caso Rebeldia
“La sentenza del Tribunale che sposta le lancette di 90 giorni in avanti, offre l’occasione per individuare una soluzione condivisa e accettabile per tutti” Commenta il deputato PD Ermete Realacci.
“In questo senso, tutte le forze in gioco, e sottolineo tutte, hanno una ulteriore occasione per risolvere il problema, purché non si facciano trascorrere invano i prossimi 90 giorni – prosegue Realacci - Da un lato ci sono le ragioni ed i vincoli dell’Amministrazione Comunale, dall’altro ci sono le ragioni di una esperienza e di un tessuto associativo che sarebbe riduttivo non riconoscere come un patrimonio di iniziativa politica e culturale, di tutta la città: da queste due ragioni, può e deve essere trovata la risposta alla attuale empasse. Prendendo spunto ad esempio, dalla posizione dei tre candidati a Rettore che hanno ribadito la loro disponibilità a collaborare e convocare al più presto il CUT (l’organo di confronto università territorio) come ha chiesto peraltro anche il gruppo consiliare del PD”.
SFRATTO REBELDIA, SENTENZA CONFERMA OCCUPAZIONE ABUSIVA
UNICA SOLUZIONE RESTA VIA SARAGAT
Il Partito Democratico accoglie con soddisfazione la sentenza sullo
sfratto di via Battisti, perché essa conferma oltre ogni ragionevole
dubbio che Rebeldia sta occupando abusivamente questo spazio. E
l'occupazione abusiva, vale la pena ricordarlo, va avanti da oltre 3
anni. Il giudice ha anche dato 90 giorni di tempo massimo per sgomberare
i locali, e a nostro avviso anche alla luce di questa decisione l'unica
soluzione percorribile in tempi ragionevoli resta quella di via
Saragat, su cui proprio pochi giorni fa il Comune ha raggiunto un'intesa
con le Ferrovie. Da Rebeldia ci aspettiamo un atto di responsabilità:
avere tempo fino al 30 ottobre per lasciare via Battisti non significa
dover aspettare per forza fino al 30 ottobre. Quanto all'ex Asnu, si
tratta di un'ipotesi fino ad oggi dichiarata indisponibile
dall’Università e che l'Università stessa dovrà rivalutare dopo il
rinnovo delle cariche e quindi con tempi necessariamente più lunghi di
quelli stringenti del Comune e della città.
Ivan Ferrucci
(segretario provinciale Pd Pisa)
Rifondazione Comunista: “Su Rebeldía importante decisione del giudice. Ora la politica torni al lavoro senza scorciatoie”
Rifondazione Comunista esprime grande soddisfazione per la decisione con cui il giudice ha fissato al 30 ottobre la data entro cui le associazioni di Rebeldía dovranno lasciare gli spazi di via Battisti. Chi sperava di trovare nella magistratura una sponda per un’operazione di sgombero in tempi brevi, magari nel cuore dell’estate, e soprattutto in assenza di una effettiva e condivisa nuova collocazione delle associazioni del progetto, è stato riportato alla realtà e al buon senso. Non si possono interrompere in modo violento e unilaterale trenta e più attività associative, il cui valore è stato riconosciuto più volte dall’intera città di Pisa. Né si possono invocare in maniera ricattatoria le penali che verrebbero pagate - non dai cittadini, ma dai responsabili dei procedimenti in Comune - per la mancata consegna dei lavori della Sesta Porta nei tempi pattuiti.
I novanta giorni che ci separano dalla scadenza del 30 ottobre dovranno essere i giorni della ritrovata responsabilità della politica, chiamata sommessamente dalla magistratura a riprendere il suo lavoro senza scorciatoie. Questo vale sia per l’amministrazione del Comune che per quella dell’Università. Infatti, al più tardi il 10 ottobre si conoscerà il nome del prossimo rettore. Tutti e tre i tre candidati hanno già marcato, sulla questione Rebeldía, la loro distanza dall’irresponsabile chiusura del rettore Pasquali, ribadendo il loro impegno a trovare una soluzione condivisa e a riconsiderare gli spazi dell’ex-Asnu come possibile nuova sede del progetto. Quest’ultima è, a nostro avviso, la migliore soluzione attualmente in campo, sia dal punto di vista logistico che economico. Ci auguriamo che nella Conferenza di servizi convocata per venerdì prossimo tutte le parti interessate ne prendano atto e si attivino per concretizzare in tempi rapidi questa soluzione.
SEL sulla sentenza Rebeldìa
La sentenza di oggi è seria, articolata e ragionevole. Come ogni sentenza va rispettata. Ci sono tutte le condizioni per verificare meglio le ipotesi in campo per una soluzione definitiva e unitaria a tutto il Progetto Rebeldìa, a cominciare dalla sede ex-ASNU a partire da un sopralluogo delle istituzioni e delle associazioni, così come più volte chiesto anche dall'Amministrazione Provinciale di Pisa.
Dario Danti
Portavoce provinciale Sinistra Ecologia Libertà
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Rinviato al 30 ottobre lo sfratto delle 31 associazioni: |
dalla magistratura una lezione alle istituzioni politiche pisane Il 27 luglio segna un passaggio fondamentale nella vicenda del Progetto Rebeldía: la conclusione del processo di sfratto intentato dalla Compagnia Pisana Trasporti (CPT). Il giudice ha decretato che c´è tempo fino al 30 ottobre per liberare gli stabili di via Battisti 51, dove al momento le 31 associazioni del cartello Rebeldía svolgono ogni giorno le tante attività che offrono alla cittadinanza a titolo completamente gratuito: è finalmente una scelta ragionevole e sensata, che allenta una pressione assurda voluta dall'Amministrazione comunale e che lascia un lasso di tempo sufficiente per trovare una soluzione condivisa e adeguata alla vicenda. Con la concessione di 90 giorni, il giudice riconosce quello che il Sindaco e i suoi assessori hanno tentato a più riprese di negare: le dimensioni e la complessità delle strutture che consentono al Progetto Rebeldía di vivere e operare. |
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Incontro tra il Sindaco e il Progetto Rebeldia |
Lo sgombero non ci sarà.
Doveroso ora un percorso delle istituzioni sull'ex-Asnu.
Il giudizio di Rebeldía sull'incontro di ieri con il sindaco
"Rebeldía, trovato l'accordo su via Saragat": così titola, in modo fuorviante, il Tirreno di oggi, lasciando pensare a un'intesa tra Comune e Rebeldía. Ma così non è: ecco come sono andate davvero le cose.
Il 23 Luglio il sindaco Marco Filippeschi è venuto a Rebeldia con gli assessori Cerri e Ciccone, per parlare della nostra situazione. La novità è che il Comune ha chiuso un protocollo d'intesa con Rfi per Via Saragat, anche se al momento non ci sono stati forniti ulteriori
dettagli. Si tratta di un protocollo che riguarda esclusivamente Comune e Ferrovie: al Progetto Rebeldía non sono stati mostrati documenti, né tantomeno li ha sottoscritti; aspettiamo un prossimo tavolo tecnico per vedere e discutere le carte. Affermare però che l'area di Via Saragat è stata adattata alle esigenze delle associazioni è un'affermazione priva di fondamento. Le associazioni hanno fatto presente che su quella soluzione dal 2008 pongono problemi tecnici sostanziali: primo fra tutti la mancanza di spazi per ospitare tutte le 31 realtà che fanno parte del Progetto Rebeldía. Sulle domande concrete si attende ancora risposta.
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SFRAtto rebeldia. i candidati a rettore dicono no "Se i candidati a rettore hanno la disponibilità delle decisioni dell'università propongo di avviare, già da domani, il trasferimento del progetto Rebeldia nei locali ex Asnu di via Emanuele Filiberto, per i quali abbiamo ricevuto una risposta negativa scritta nelle scorse settimane proprio dall'amministrazione universitaria". E' la risposta del sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, alle dichiarazioni dei tre candidati a rettore dell'Università di Pisa che ieri hanno chiesto di 'congelare' la vicenda del cartello di associazioni a dopo le elezioni. L'attuale sede di Rebeldia è infatti sotto sfratto, la sentenza definitiva è attesa per il prossimo 27 luglio, per procedere con i lavori di realizzazione della Sesta porta, un progetto urbanistico da 37 milioni di euro. I professori Paolo Miccoli, Massimo Augello e Nicoleta De Francesco, in una nota congiunta, hanno chiesto la sospensione di "ogni decisione relativa alla nuova sede" affinché "l'Università possa partecipare, nel pieno delle funzioni, all'elaborazione della proposta più opportuna". "Da parte nostra c'é piena volontà di condivisione - ha concluso Filippeschi - per questo chiedo ai candidati di indicare con precisione la loro proposta. Deve però essere chiaro un punto: non possono essere i pisani a pagarne il prezzo, attraverso le penali che il Comune sarebbe costretto a pagare, in caso di ritardata consegna, ai vincitori dei bandi di gara, di quei locali attualmente occupati".
I podcast delle interviste su controradio : G. MARCOCCI DEL REBELDIA FABRIZIO CERRI - ASS. REGOONALE URBNANISTICA PODCAST: INTERVIEW DAL REBELDIA |
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Comunicato sui Candidati Rettore |
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La presa di posizione dei tre candidati rettori dell’Università di Pisa è un segnale di apertura importante e significativo.
Quello che affermano unitariamente è chiaro e non lascia spazio ad interpretazioni: indipendentemente da chi vincerà le elezioni, ci sarà un impegno da parte dell’Ateneo ad individuare una soluzione adeguata alle attività del Progetto Rebeldia, e quindi fino a che il nuovo Rettore non sarà nel pieno della sua funzione va congelato ogni tipo di forzatura per l’”evacuazione coatta” degli spazi di Via Battisti. Va da se' che, ad oggi, quest'ultimo è un "auspicio", dal momento che, fino a quando non saranno eletti, i candidati non hanno alcun potere ufficiale per poter intervenire direttamente sulle cose, tranne forse chiedere all'attuale governo di Ateneo ancora in carica di ritornare sulla posizione di chiusura assunta a inzio giugno.
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Trentun'associazione che da anni offrano servizi gratuiti senza 'osti per ir Gomune (artro 'e generosità, e son quasi citrulli!) rischiano d'esse' sgombrate per fa' 'n depozito de' bussoli ar modi'o prezzo di 30 milioni di euri...
L'associazioni propongano una soluzione prati'abile, a basso 'osto che mette 'nzieme l'interessi diffusi co' velli dell'enti istituzionali: l'ex Asnu!
La Provincia per favori' la soluzione nell'interesse di tutti si dice pronta a ospita' arcune attività universitarie.
Il Rettore uscente, fallito ir tentato di trasforma' il rettorato 'n monarchia, per ripicca risponde picche!, perché "lì, e ci passano milioni di studenti ar se'ondo. Sembra vòto per via che usano 'r teletrasporto sicché passano veloci e 'un si vedano...", recita la nota ufficiale di Palazzo alla Giornata.
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Sinistra Ecologia Libertà è una forza politica autonoma, radicata nel territorio, aperta e propositiva. SEL vuole costruire l’alternativa a Berlusconi e al berlusconismo: sta dalla parte della buona politica. SEL in ogni vicenda elabora una propria analisi e proposta; così è stato anche per la vicenda che ha interessato il Progetto Rebeldìa.
Per meglio comprendere la nostra posizione, sempre e comunque aperta a tutte le evoluzioni del caso, è bene ripercorrere alcuni degli ultimi passaggi per come sono avvenuti, senza ricostruzioni fantasiose o distorsioni. Sappiamo che l’area di via Battisti è interessata da un progetto importante, quello della “Sestaporta”. Sappiamo anche che, attualmente, le 31 associazioni del Progetto Rebeldìa hanno bisogno di un luogo nel quale far vivere nella sua unitarietà quella straordinaria esperienza. Si devono riuscire a coniugare queste due esigenze: istituzioni e associazioni hanno a cuore entrambe le questioni.
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Rifondazione Comunista: "Dai candidati rettore gesto di responsabilità sul futuro di Rebeldía. Il Comune faccia la sua parte".
L´impegno assunto dai tre candidati rettore dell´Università di Pisa per trovare, chiunque venga eletto, una soluzione condivisa sul futuro di Rebeldía a partire dalla riconsiderazione degli spazi dell´ex-Asnu, è un fatto nuovo e importante che Rifondazione Comunista accoglie con soddisfazione. Tale impegno si iscrive in una svolta, da noi a lungo auspicata, nei rapporti tra Pisa e la sua università all´insegna della responsabilità condivisa e del riconoscimento che l´ateneo è parte integrante della città. Facciamo nostro l´appello dei tre candidati
affinché sia sospesa ogni decisione su Rebeldía fino all'elezione del nuovo rettore, e soprattutto non si giunga a soluzioni di forza nel cuore dell'estate.
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Comunicato congiunto dei candidati alla carica di Rettore |
Un nuovo e miglior rapporto di integrazione tra Università e enti locali rappresenta un fattore determinante per mantenere la città di Pisa una meta capace di attrarre studenti da tutta Italia. Benché in tempi di ristrettezze economiche, le condizioni di accoglienza devono essere una questione centrale sulla quale realizzare sinergie tra le istituzioni chiamate ad amministrare la città, anche per evitare che carenza di servizi e impoverimento di offerte culturali pregiudichino quel corretto equilibrio tra studio e socialità che dovrebbe distinguere l'ambiente di vita di una comunità accademica. Quale che sia l'esito delle elezioni, è ferma intenzione di ciascuno di noi impegnarsi in prima persona, insieme agli enti locali, per incrementare la qualità e la quantità di spazi e occasioni di incontro e di crescita per gli studenti insieme alla cittadinanza tutta. Occorre operare nel rispetto di criteri di utilità sociale, di complementarietà con i servizi già esistenti sul territorio, nonché dei costi per le istituzioni pubbliche. Da questo punto di vista, il caso del Progetto Rebeldía, che da anni porta avanti in forma gratuita decine di attività al servizio dell'intera comunità pisana, raccogliendo oltre 30 associazioni, costituisce senza dubbio un patrimonio da valorizzare. Perciò, chi di noi sarà eletto non farà mancare il proprio sostegno all'individuazione di una soluzione, riattivando gli strumenti opportuni a partire dalla Conferenza Università-Territorio, ma anche valutando la disponibilità di spazi pubblici, inclusi i locali dell'ex ASNU. In ragione di ciò, chiediamo che sia sospesa ogni decisione relativa alla nuova sede del Progetto Rebeldía fino all'elezione del nuovo Rettore, affinché l'Università possa partecipare, nel pieno delle funzioni, all'elaborazione della proposta più opportuna, senza giungere a soluzioni precipitose nel cuore dell'estate. In tal senso, auspichiamo che non venga attuata l'ipotesi di una evacuazione coatta dei locali che attualmente ospitano le associazioni del Progetto Rebeldía, o che venga individuata una soluzione provvisoria, per non interrompere la continuità del progetto Rebeldía, in attesa di garantire alla città tutta, di cui l'Università è parte integrante, una nuova sede di Rebeldía la cui individuazione possa avvenire in autunno nella massima serenità di tutte le parti.
Pisa, 20 luglio 2010
Massimo Augello Nicoletta De Francesco Paolo Miccoli |
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Dai Giornali nazionali sullo sgombero di rebeldia |
Rassegna stampa delle ultime settimane
Presentiamo la rassegna stampa con gli articoli presi delle ultime settimane dai giornali nazionali che parlano della trattativa di rebeldia.
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