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Quattro tartarughe tra San Marco e San Giusto

Il racconto della passeggiata nei quartieri di San Marco e San Giusto del 16 aprile 2016

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Si dice spesso che il quartiere di una città può contenere un mondo, e che il mondo stesso può essere riassunto tra le case, gli abitanti, di un quartiere. Se questo è vero per le città del tempo nostro, il distico San Marco-San Giusto di Pisa è l'incarnazione di una simile verità. I due quartieri, un tempo avamposto della campagna che si spalancava al di là dell'orizzonte dei binari della Stazione centrale, quasi rispecchiano per metafora la pianta pisana. Sono la Tramontana e il Mezzogiorno divise dall'Arno rappresentato dalla via dell'Aeroporto, il frammento identico di una città, divisa non solo dalle acque, ma anche dalla profonda diversità degli spazi urbani che ne compongono il mosaico.
La passeggiata di quartiere del Municipio dei Beni Comuni, sabato 16 aprile, ha attraversato le molte anime di uno degli spazi urbani più travagliati degli ultimi anni. Oggetto di molteplici interventi strutturali, come il recente cantiere del People Mover, San Marco e San giusto sono la terra che tiene numerosi scavi recenti e più antichi dai quali sono sorte intere palazzine, più o meno abitate, più o meno inutilizzate. Tuttavia, sono stati anche i luoghi che più hanno sofferto il nubifragio dell'agosto 2015, quando strade, case, campi rimasero letteralmente sott'acqua per il mancato deflusso delle acque piovane. Quartieri che vivono contraddizioni, le stesse che si possono racchiudere nella tranquillità delle case basse di San Marco e insieme nel disagio crescente dei suoi abitanti che denunciano come <<l'aria sia cambiata>> e la tranquillità di un tempo debba fare i conti con fenomeni, come lo spaccio, ai quali il quartiere era impreparato. 

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IL 29 APRILE CONFINIAMO RENZI!

IL 29 APRILE CONFINIAMO RENZI!

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Venerdì 29 aprile il premier Matteo Renzi sarà a Pisa per festeggiare il trentennale della prima connessione internet attivata in Italia e la giunta comunale e il sindaco Filippeschi hanno già cominciato da giorni la promozione di quello che per l'amministrazione della nostra città si profila come un grande evento attraverso il quale far salire Pisa alle cronache nazionali. 
Lo spirito con il quale il Partito Democratico si accinge a accogliere Matteo Renzi si collega perfettamente al tenore delle politiche culturali della nostra città, ormai ridotte alla mera spettacolarizzazione dell'esistente, alla moltiplicazione di interessi e profitti privati, allo smantellamento di qualsiasi deontologia dell'informazione pur di riabilitare agli occhi della cittadinanza una politica dissennata condotta sulla pelle delle componenti più deboli della popolazione.

 

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La «cospirazione del riso», tra bufale e minacce

La «cospirazione del riso», tra bufale e minacce.
Pisa non dà una 
accoglienza degna

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La protesta dei profughi ospitati a Piaggerta ha suscitato reazioni scomposte e ai limiti dell’isteria, che gettano un’ombra sulla professionalità degli enti chiamati a organizzare l’accoglienza.

Tutto il dibattito si è focalizzato sul «riso acquoso», o sulla presenza di «cervi e cinghiali» che spaventerebbero i migranti: così, questioni drammaticamente serie – la collocazione dei profughi sul territorio, le strategie di inserimento sociale, le modalità di accoglienza – si trasformano in farsa. E un dibattito complesso, che coinvolge tutta Europa, diventa una specie di commedia all’italiana, dove i profughi inscenano la parte di bambini bizzosi e ingrati. Ciliegina sulla torta, le teorie complottiste: secondo l’assessore Capuzzi la protesta sarebbe manovrata da «alcune associazioni» (quali?), mentre per il presidente di Paim vi sarebbero «personaggi ambigui dietro le quinte». E l’idea di una cospirazione per il «riso troppo acquoso» si commenta da sola…

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Passeggiando nei quartieri di San Marco e San Giusto

Sabato 16 aprile a partire dalle ore 14.30 (ritrovo al Circolo Balalaika in via Montanelli)
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Sabato 16 aprile dalle 14.30 ripartono le passeggiate di quartiere organizzate dal Municipio dei Beni Comuni. Dopo le tappe dedicate al quartiere della Stazione e al quartiere di San Martino, saranno i quartieri 'chiave' di San Marco e San Giusto a essere 'esplorati' dalle cittadine e dai cittadini che prenderanno parte all'iniziativa. La passeggiata di quartiere è uno dei metodi più utilizzati per l'ascolto attivo del territorio e uno dei passaggi determinanti nella pianificazione partecipata. Un metodo che non solo consente di valorizzare i saperi dei "non-esperti", ma che pone i cittadini nella condizione di toccare con mano la situazione e il luogo che si vuole osservare e studiare.

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Arriva a Pisa Italian Offshore

 il documentario auto-prodotto sulle trivellazioni

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Venerdì 15 Aprile presso il circolo Arci Alhambra di Pisa sarà Maledetta Primavera, un mini-festival organizzato dal collettivo radiofonico di Radio Roarr - Rete Occupata Autogestita Radio Rebeldìa che ha come scopo la promozione di un'ampia rosa di produzioni totalmente indipendenti, tra musica live, arti visive e informazione. 

Venerdì sarà anche l'ultimo giorno utile a diffondere le ragioni del Sì al referendum previsto per domenica 17 Aprile, che vedrà coinvolta tutta l'Italia sul tema delle concessioni per l'estrazione di petrolio e gas dai nostri mari, che chiamerà le italiane e gli italiani alle urne per esprimersi su quale idea di auto-sufficienza energetica e di salvaguardia del patrimonio ambientale sia la più adeguata per garantire al nostro paese un futuro sotto il profilo della tutela del paesaggio e per incentivare il settore della ricerca e sviluppo nel campo energetico. 


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Nessuna emergenza:

il comune metta a disposizione 
gli spazi per l'accoglienza

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Mai come oggi l’Europa ci appare come una vera e propria fortezza: ormai totalmente chiusi i confini dell’est, chiuso il confine greco-macedone della cosiddetta “rotta balcanica”, fili spinati che si innalzano per chilometri e chilometri contro quelle persone che fuggono da guerre e disastri che l’Europa spesso stessa determina, e che altrettanto spesso arma.

Hot spot disumani, respingimenti, deportazioni forzate di richiedenti asilo, per la maggior parte famiglie con bambini e bambine anche molto piccoli, anziani, disabili già traumatizzati non solo da bombe o violenze indiscriminate, ma anche psicologicamente. E adesso l’accordo con la Turchia di Erdogan, con un paese dove i giornalisti indipendenti rischiano la galera, ma che l'Europa ha individuato come alleato prediletto a cui riconsegnare i profughi in fuga dal conflitto in Siria.

 

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La Regione sconfessa la giunta Filippeschi sulla Mattonaia

I soldi di una eventuale vendita per edilizia sociale

La Regione Toscana smentisce clamorosamente la giunta Filippeschi sulla operazione legata alla "svendita della Mattonaia" e conferma quanto sosteniamo e denunciamo da anni, ovvero che i proventi della alienazione di questo immobile non possono essere né totalmente né parzialmente utilizzati per opere pubbliche così come prevedeva il bando di gara fatto dall'amministrazione Filippeschi lo scorso 30 dicembre e poi andato deserto.

Nelle scorse settimane, infatti,  era stata depositata una interpellanza  in Consiglio regionale dai consiglieri regionali di Si Toscana a Sinistra  Tommaso Fattori e Paolo Sarti (una uguale giace anche in Consiglio comunale a Pisa in attesa di risposta) in cui si chiedeva: "se, considerato il fatto che parte delle risorse per la ristrutturazione della Mattonaia provengono da fondi ERP, non ritenga, nell’ambito delle sue competenze, di intervenire presso il Comune di Pisa per chiarire come saranno utilizzate le risorse derivanti dalla permuta dell’immobile, affinché le stesse siano investite per la realizzazione di edilizia pubblica e sociale anche a fronte del fatto dell’emergenza abitativa presente nel comune di Pisa".


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Emergenza Casa - Mattonaia e Paradisa

 

EX-GEA: 13 ANNI TRA SGOMBERI E BUGIE.

 IL VERO OBIETTIVO: LA SPECULAZIONE IMMOBILIARE

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Era il 30 maggio del 2003 quando il Progetto Rebeldia liberava e restituiva alla città un edificio di proprietà dell'Università di Pisa situato in via Emanuele Filiberto: l'ex-Asnu. Occorre ripartire da quella data per ricostruire le politiche immobiliari dell'ateneo pisano su questo immobile, alla luce della recente pubblicazione della messa in vendita dello stesso. L'università reagì a quell'occupazione procedendo con lo sgombero di quello spazio, rifiutando qualsiasi confronto per il riutilizzo sociale dell'area richiesto da Rebeldìa in tutti questi anni, con la motivazione che quelle aree erano indispensabili per la didattica e la ricerca. Niente di più falso! In questi 13 anni quello spazio è stato lasciato vuoto e abbandonato e questo bando di gara è l'esito finale delle bugie e falsità ripetute in questo decennio prima dal ex-rettore Pasquali e poi da Augello.
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Lavorare Senza Padroni

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Il Silenzio degli Insolventi

Il dossier di Una città in comune – PRC 
sul sistema delle fideiussioni tossiche di Pisa
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Nel maggio 2015 il tribunale di Pisa dichiara il fallimento di un’impresa di trasformazione urbana, per l’incapacità di pagare i creditori. Sembra una storia come tante in tempo di crisi, ma non lo è: la società si chiama Sviluppo Navicelli SpA ed era stata fino a quel momento una delle realtà imprenditoriali più dinamiche della città.

Gestita da un ex vicesindaco e da un ex assessore al bilancio, entrambi ex presidenti di Confcommercio – uno regionale l’altro provinciale – la Sviluppo Navicelli aveva venduto un paio di anni prima un terreno alla multinazionale del mobile Ikea, alla fantastica cifra di 22 milioni di euro. Poi, il fallimento e debiti milionari. Tra questi, 3 milioni di euro di opere pubbliche non realizzate, per cui il Comune di Pisa si rivolge al tribunale. Ma una società privata che ottiene dei permessi per costruire non dovrebbe rilasciare delle fideiussioni a garanzia di casi simili?

 

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la Regione Toscana inverta la rotta

Pubblichiamo l'Appello del Nodo toscano della Società dei Territorialisti/e contro la vendita dei beni pubblici. In particolare a Pisa, parliamo del complesso dei Trovatelli e dell'ex Asl di via Zamenhoff

Vendita dei beni immobiliari pubblici: 
la Regione Toscana inverta la rotta

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Capisaldi sociali e territoriali, garanzia di inclusività e di crescita civile, i beni pubblici presiedono al disegno democratico di redistribuzione delle risorse, e il loro mantenimento in proprietà contrasta i progetti neoliberisti di trasferimento dei beni di molti nelle mani di pochi. Queste ragioni dovrebbero indurre la Regione Toscana a conservare la proprietà del patrimonio edilizio di sua competenza, a non perseguire politiche di stampo economicista nella loro gestione. E a ritirare quindi la delibera che pone in vendita molti edifici di proprietà regionale.

La Società dei Territorialisti/e è dalla parte di chi intende mantenere pubblica la proprietà del patrimonio edilizio e fondiario della nazione, la cui stessa esistenza favorisce i processi di ri-territorializzazione, sia nel territorio aperto che entro il tessuto urbano. Aree ed edifici che Regione, Comuni e Città metropolitana hanno messo all’incanto si sono infatti dimostrati luoghi di enormi potenzialità, in cui si inverano pratiche dal “basso”, esperienze di “costruzione di territorio”, sperimentazioni di nuove forme di autogoverno e di gestione collettiva del bene comune.

 

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