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    NOVELLE PER BIMBETTI CATTIVI
    Onde evitare che rimaniate sommersi dal buonismo natalizio rieccovi le NOVELLE PER BIMBETTI CATTIVI, scritte dal Meo e illustrate da Cana.  Nello splendido spazio di Palazzo Boyl recentemente re...

Il vento è cambiato: torna il Distretto 42

Il fantasma del Progetto caserme si aggira per Palazzo Gambacorti.
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Assistiamo basiti al tira e molla tra Amministrazione, Ministero della Difesa e Demanio comparso sui quotidiani locali negli ultimi giorni, in merito a una revisione del cosiddetto 'Progetto caserme'. Un vero e proprio fantasma che si è aggirato nelle stanze di Palazzo Gambacorti, e nelle strade della città, minaccioso, con il suo carico di spese a evidente danno della comunità. In molti erano in attesa della pubblica ammissione del fallimento di un progetto faraonico, surreale, il cui senso ultimo rappresenta un vero e proprio sfregio alla grave crisi vissuta anche dalla città di Pisa.

Pare adesso qualcuno si sia finalmente accorto – anche dalle parti del Comune – della sua insostenibilità, anche se c'era già chi, come il Municipio dei Beni Comuni, lo aveva dimostrato da tempo.

La liberazione del Distretto 42 a febbraio del 2014 è stata l'unica esperienza ad aver riaperto la questione, svelando le numerose ingiustizie annidate dietro la 'pacifica' maschera di un protocollo d'intesa tra Comune, Demanio e Ministero della Difesa. Ma dopo lo sgombero coatto di aprile una coltre di silenzio ha coperto ogni cosa, perché l'obiettivo sembra sempre quello di far trovare la città, compreso l'associazionismo che la anima, di fronte al fatto compiuto: protocolli irrinunciabili, percorsi a tenuta stagna e irrefrenabili. Sia mai che la partecipazione cittadina infici gli interessi dei più forti. ..

 

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Oggi rom e sinti. Domani potresti essere tu

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“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a 
prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, 
perché non ero comunista. 
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.”
Brecht
 
Il Vice Prefetto e l' Assessora Capuzzi dichiarano, così come riportato dai vari virgolettati sulla stampa locale dei giorni scorsi, di voler avviare azioni tendenti alla limitazione numerica dei rom e sinti presenti sul territorio pisano. Una dichiarazione alla quale le associazioni Africa Insieme, Progetto Rebeldìa, OsservAzione e il Comitato per i diritti dei bambini e delle bambine della Bigattiera, hanno già risposto dichiarandone la pericolosità.

 

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No SbloccaItalia No alle Trivelle

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#NonFossilizziamoci Ieri mattina a Pisa, e in contemporanea in altre città italiane, i volontari di Greenpeace hanno protestato contro la legge “Sblocca Italia”, che facilita l’iter per nuove trivellazioni in mare. Renzi vuole puntare ad una politica fossile che guarda al passato e che trasforma il mare italiano in un far west in mano ai petrolieri. Aiutaci anche tu a fermare tutto questo e firma la dichiarazione di indipendenza dalle fonti fossili su http://www.greenpeace.org/italy/non-fossilizziamoci/

 

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12 Dicembre Sciopero Generale

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Il 12 dicembre il Municipio dei Beni Comuni scenderà in piazza in sciopero contro le politiche economiche, sociali, lavorative del governo Renzi e dell'Unione Europea. Una modalità per esprimere in modo chiaro la propria radicale opposizione a un sistema che sempre più incarna un vero e proprio attacco alla nostra idea di società, di stato, di mondo. Dalla scuola alla sanità, dai trasporti sempre meno pubblici alla scientifica distruzione dei territori, dalle politiche di guerra fino alla puntuale negazione dei diritti dei migranti, il Municipio dei Beni Comuni toccherà ogni singola vertenza, perché la giornata del 12 dicembre rappresenti non un punto di arrivo, ma un necessario - più che mai - punto di ripartenza.

 

L'attacco del Governo Renzi contro le condizioni generali di vita di milioni di lavoratori, disoccupati e precari, non sembra conoscere battute d'arresto. Uno scenario inquietante, che contempla le macerie di uno stato sociale in totale dismissione, e così lo strapotere di un modello economico che non fa prigionieri. Il Jobs Act è il culmine che più di altri ha sancito la morte dell'idea che il mercato e l'economia debbono essere regolate dalla politica per tutelare, prima di ogni cosa, i diritti dei più deboli.

 

 


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“GRAVI LE AFFERMAZIONI DELL’ASSESSORE CAPUZZI

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«Chi sgarra paga», dice l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Pisa Sandra Capuzzi, all’indomani di un incontro con gli abitanti del quartiere di Putignano. «Chi sgarra paga»: che significa questa espressione? Significa – meglio: dovrebbe significare – che i colpevoli di un reato devono essere puniti. Se qualcuno ha commesso un crimine, e se questo crimine viene accertato da un giudice, il responsabile deve essere sottoposto ai rigori della legge. Difficile essere in disaccordo su questo punto.

Il problema, che l’assessore sembra dimenticare, è che la responsabilità dei reati è sempre personale: non coinvolge né la famiglia, né il gruppo di appartenenza. In altri tempi, in altre tragiche circostanze storiche, se un ebreo commetteva un reato, venivano accusati tutti gli ebrei: la colpa era collettiva, e un’intera famiglia, o addirittura un intero gruppo, doveva pagare per le responsabilità di un singolo. La nostra Carta Costituzionale è nata proprio per impedire «rappresaglie» di questo tipo: da quella carta è nato il concetto democratico di legalità, l’idea dello stato di diritto.
 
L’assessore Capuzzi, evidentemente, non ha alcuna idea di cosa sia la legalità. E la frase «chi sbaglia paga» – riferita ai cosiddetti «nomadi» – diventa un atto di accusa contro i rom, indistintamente. L’assessore, così, passa in modo disinvolto a proporre la chiusura di tutti i campi, e la riduzione del numero di rom a Pisa: un’idea che non ha nulla a che fare con la legalità, con la punizione dei reati, con l’applicazione rigorosa del Codice Penale.

E’ necessario invece distinguere i piani. «Chi sgarra paga», appunto: se c’è un reato, lo si punisce a norma del Codice Penale. Ciò non ha nulla a che fare, però, con i bambini e le bambine della Bigattiera, che hanno diritto ad andare a scuola e a cui deve essere garantito un futuro. E non ha nulla a che fare neanche con chi abita in un «campo», ma vorrebbe uscirne onestamente, pagando un regolare affitto o accedendo alla graduatoria delle case popolari.
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Pisa: contro il Jobs Act verso lo sciopero generale del 12 dicembre

3dicstopjobsact.jpgOggi si vota in Senato per l'approvazione del Jobs Act, "la più organica riforma del mercato del lavoro dopo lo Statuto dei lavoratori", ha detto qualcuno nei giorni scorsi. La più organica e devastante compromissione dei diritti nel mondo dell'occupazione; la più organica e ben ponderata macchina da precariato, che mette un punto definitivo alle rivendicazioni a venire, uniformando l'Italia alle peggiori pseudo democrazie neoliberiste d'occidente; la più organica e chirurgica restaurazione di una classe padronale che ha trovato in Matteo Renzi il suo più abile e puntuale esecutore; la più organica e violenta struttura di repressione del dissenso, che ridurrà ciascuno in una condizione di ricatto perenne, senza uscita. Questo, invece, noi diciamo. Se è sensato affermare che la verità non ha mai un volto solo, quella pronunciata sul Jobs Act è un mostro a più teste. La prima azione che crediamo sia utile compiere, come cittadine, cittadini, lavoratrici, lavoratori, è quella di semplificare, spogliare la propaganda di stato dei suoi orpelli, dei suoi ragionamenti artificiosi. Il Jobs Act è l'espressione diretta di un progetto volto a modificare l'assetto della Repubblica, perché ammette, nella pratica, la negazione del primo articolo della Carta costituzionale. La nostra Repubblica, espressamente fondata sul lavoro, sarà da oggi in poi fondata sul lavoro precario, non garantito, occasionale, discontinuo, privato di ogni garanzia e di ogni diritto acquisito in un secolo di lotte. Il lavoro tornerà a essere l'espressione di un rapporto gerarchico verticale, in cui il datore di lavoro avrà - letteralmente - diritto di vita e di morte sul lavoratore. Una casa - per quanto solida possa essere, per quanto maestose le sue strutture - senza fondamenta è destinata a crollare. E il crollo sarà diffuso, partirà dai territori, dai singoli centri che insieme compongono la galassia del nostro paese. Per questa ragione, la resistenza dovrà partire da lì, da ogni singola vertenza aperta, e non soltanto lavorativa. Perché se è vero che il lavoro è il perno di ogni cosa nelle nostre vite, allora alla sua difesa si connettono la tutela del territorio e dei suoi beni, della comunità che vive in esso, del diritto a una vita migliore, del diritto ai servizi, e all'emancipazione da un'esistenza sempre più povera.


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Invito alla commissione cultura e all'Ass. Danti a Palazzo Boyl

Una singolare "visita guidata" :
 il Municipio dei Beni comuni invita a Palazzo Boyl 
la  commissione cultura  e l'Ass. Dario Danti.

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Il  Municipio dei Beni Comuni invita la Commissione Cultura e l’Assessore Danti a una "visita guidata" negli spazi di Palazzo Boyl (Lungarno Mediceo, 21). Durante la suddetta, infatti, sarà possibile constatare come un simile patrimonio culturale e artistico della nostra città sia stato lasciato colpevolmente in abbandono, e come ancora oggi sia privo di una concreta prospettiva di tutela e valorizzazione.
 
Pertanto ci auguriamo che nella prossima seduta della Terza Commissione Consiliare, prevista per domani, tale proposta venga accolta, poiché riteniamo doveroso da parte di chi amministra accettare il confronto con le cittadine e i cittadini, e così conoscere da vicino i problemi che vengono sollevati con una simile urgenza.

Nell'ultima settimana centinaia di persone hanno visitato Palazzo Boyl, alla scoperta delle sue bellezze nascoste. Tanti gli studenti e i docenti delle scuole e delle università che hanno espresso il desiderio di inaugurare quanto prima un nuovo progetto di recupero e di tutela di questo bene.

Nel frattempo gli ex fondi commerciali (usati come discariche) sono stati ripuliti, e a breve rivivranno attraverso le attività delle storiche associazioni del Progetto Rebeldìa, riconosciute sempre come virtuose da questa amministrazione: dalla ciclofficina, allo sportello di consulenza di Africa Insieme, fino alla scuola di italiano per migranti.

Da parte dell'amministrazione comunale, fino a oggi, non vi è stato alcun cenno sulla riapertura di Palazzo Boyl, ma certo vorremmo poter annunciare, come sarebbe forse opportuno, che già da domani giungerà una prima risposta da parte dell'assessore alla Cultura e così dalla Terza Commissione il cui intervento invochiamo a piena voce.

Municipio dei Beni Comuni

 

esposto alla Corte dei Conti sulla Mattonaia: Il comune non svenda

Oggetto: Depositato esposto alla Corte dei Conti sulla Mattonaia: decine le firme. Il comune non svenda
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Sono decine le firme di cittadini e cittadine che hanno sottoscritto l'esposto alla Corte dei Conti, promosso dal Municipio dei Beni Comuni nella giornata del 6 Novembre, giornata nazionale contro la messa all'asta delle case popolari prevista dal Decreto Lupi, per quanto concerne la “svendita” della Mattonaia, l'edificio di proprietà del Comune di Pisa realizzato con fondi per l’edilizia sociale e mai utilizzato, che l’amministrazione Filippeschi vuole portare a termine con l’imminente pubblicazione di un bando che prevede lo scambio di questo immobile per alcune opere pubbliche.


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Per il diritto alla libera informazione in centro storico

Contro le politiche autoritarie della Giunta Filippeschi.

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Impalcature a Palazzo Boyl: un credito di 500mila Euro

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Boyl: I comunicati

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