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Qual è l'idea della città? domande ai candidati sindaco

 
 
Ai candidati a sindaco per le Amministrative 2013

A tutta la cittadinanza
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Mancano ormai pochi giorni alla conclusione della campagna elettorale che culminerà nella consultazione del 26 e del 27 maggio per l'elezione del nuovo sindaco. In una fase di radicali stravolgimenti del piano politico nazionale, ancora una volta Pisa emerge quale "caso" di straordinario interesse, laboratorio in fieri di esperienze inedite, orizzonte di nuove pratiche che dal basso hanno ricondotto le politiche sociali al centro del dibattito cittadino.

Sono trascorsi più di sei mesi da quando il Municipio dei Beni Comuni ha fatto il suo ingresso all'interno dell'ex Colorificio Toscano in via Montelungo. Una realtà che ha saputo esprimere un'esigenza radicata di confronto, di partecipazione attiva su quei temi che oggi sono la base costituente di una nuova stagione politica.

È fondamentale in questo particolare momento creare le condizioni per un confronto aperto, soprattuto intorno a quei temi che riconnettono una partecipazione diffusa da un lato a questioni urgenti dall'altro. In questo senso sentiamo l'esigenza di sottoporre alcuni interrogativi ai candidati a sindaco per le prossime amministrative in merito al destino delle numerose aree dismesse in città e - più in generale - dello spazio urbano.

Il concetto di città ha subito nei secoli un'involuzione: non più l'insieme delle persone che la abitano, bensì il coacervo di manufatti e infrastrutture che la identificano. Una modifica genetica il cui riflesso è stato una progressiva alienazione degli abitanti all'interno del loro stesso territorio, oltre che una distorsione estrema della percezione di sé, della propria famiglia, della propria comunità. La negazione di uno stretto rapporto tra uomo e spazio fisico abitato - non solo pratico, ma anche affettivo - ci ha allontanato sempre più quell'idea di "cittadino europeo" (o meglio ancora di "cittadino del mondo") a cui tanto ci piace aspirare.

Ciò non vuol dire opporsi allo sviluppo a ogni costo, ma semplicemente indicare un corso nuovo: sia la volontà degli uomini e delle donne che abitano uno spazio, a determinare la direzione di tale sviluppo.

A partire da queste premesse si pone quindi una prima questione: quali saranno le strategie future per una visione alternativa che consideri lo spazio urbano un bene comune da progettare collettivamente secondo i reali bisogni dei cittadini?

Noi crediamo sia arrivato il momento delle scelte responsabili. Per questo ai candidati a sindaco poniamo subito una seconda questione, per noi altrettanto fondamentale: quali sono le previsioni di programma per le aree produttive dismesse? Dovranno essere considerate quali aree da pianificare in un processo partecipativo, in cui si affronti e si verifichi il loro valore d’uso, oppure diventare ancora una volta mero strumento di rendita?

Siamo consapevoli che chi si candida ad amministrare la città si trova di fronte a una scommessa ardua, e non facciamo nemmeno mistero - così come dimostrano le nostre pratiche quotidiane - che la nostra proposta guarda senza eccezioni a una nuova valorizzazione dell'impegno sociale che passi dalla rigenerazione delle aree dismesse in città. L’ex Colorificio Liberato si è posto da subito quale laboratorio sperimentale di pratiche capaci di costruire scambi a partire dalle relazioni, in modo da creare una rete cittadina delle aree dismesse da far conoscere e rivitalizzare.

Il Consiglio Comunale a inizio Aprile ha impegnato l'amministrazione, qualsiasi essa sia, ad attuare ogni iniziativa possibile che consenta di raggiungere una soluzione pacifica, favorendo un dialogo tra le associazioni e la proprietà dell'ex Colorificio. Anche a tal proposito, e proprio per iniziare a capire come  dar seguito a tali parole, invitiamo i candidati a sindaco a rispondere di persona nella serata di
 

Lunedì 20 maggio, alle ore 21.30,

pressol'ex Colorificio Liberato, via montelungo 70/633

A coordinare il dibattito Riccardo Chiari, giornalista di Il Manifesto.

 

 

CANAPISA STREETPARADE 2013

PRATICARE IL CAMBIAMENTO INEVITABILE

20130518_canapisa.jpg La questione droga, o meglio, la questione proibizionismo in Italia si concretizza ogni giorno nell’incarcerazione e nella persecuzione di migliaia di consumatori e consumatrici a causa della Legge Fini-Giovanardi, approvata di nascosto all'interno del Decreto Olimpiadi nel 2006 ed applicata dal suo braccio armato, il Dipartimento Politiche Antidroga, diretto dal dott. Serpelloni.

CANAPISA STREETPARADE
18 MAGGIO 2013
ORE 17 PIAZZA SANT’ANTONIO- PISA

 

 

 

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AGGRESSIONE AD UN GIOVANE TUNISINO, ATTIVISTA DI REBELDIA E DI AFRICA INSIEME SI FACCIA PIENA LUCE S

SI FACCIA PIENA LUCE SULLA VICENDA

 

Pisa, 10 Maggio 2013

In questi giorni è accaduto un fatto gravissimo, senza precedenti nella nostra città. Moez Chamkhi, attivista di Rebeldia, volontario e dirigente di Africa Insieme, è stato aggredito e ripetutamente percosso in pieno centro. Ha riportato ferite, per fortuna non gravi, e ha trascorso due notti all’Ospedale di Cisanello per accertamenti.
Nessun precedente litigio, nessuna discussione animata hanno motivato questo gesto. Si è trattato di una vera e propria aggressione “a freddo”: un giovane tunisino si è avvicinato a Moez, e senza dire una parola lo ha colpito ripetutamente, lasciandolo a terra privo di sensi. L’aggressore, che a quanto sembra è persona conosciuta, e non ha fatto nulla per nascondersi: anche questo è un elemento che getta una luce sinistra sulla vicenda.

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Malabardia 2013, Circus Cabaret - Promo

 

La Comunità Agricola di Promozione sociale (CAPS) cerca nuovi soci

C’è un modo nuovo di pensare e vivere il cibo e la terra, il lavoro e il sapere che servono per produrlo e consumarlo. E’ un modo che fonde bisogni materiali, senso di responsabilità e solidarietà e vive nelle tante esperienze nelle quali produttori e consumatori tornano a parlarsi per costruire insieme un’economia alternativa fondata su rispetto, mutualità e sostenibilità. Ne sono espressione i Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) e le esperienze di agricoltura supportata dalla comunità (Community Supported Agriculture, CSA).

Nel territorio pisano i GAS sono presenti oramai da una decina di anni e coinvolgono nelle loro pratiche un numero crescente di cittadini. Più recente è invece una esperienza di CSA, promossa da un contadino e da un gruppo di ‘gassisti’ desiderosi di spingersi ancora oltre nella ricerca di alternative. Si tratta della Comunità Agricola di Promozione Sociale (CAPS), nata all’interno della più ampia esperienza del locale Distretto di Economia Solidale. Questa esperienza è stata selezionata tra i finalisti della terza edizione dell’Agricoltura Civica Award 2013 – Premio per le agricolture del futuro, concorso biennale organizzato da AiCARE Agenzia Italiana per la Campagna e l'Agricoltura Responsabile ed Etica e da Il Lombrico Sociale, blog dedicato all'agricoltura sociale. Attraverso il concorso si vogliono far emergere le pratiche di Agricoltura Civica presenti nel paese, per creare una conoscenza condivisa di queste importanti forme di innovazione sociale.
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SPOT MONDIALI REBELDI 2013

 

RESISTENZA

  contro chi ci condanna alla miseria e ci rende schiavi sul lavoro

Il 25 Aprile e il 1 maggio non si lavora

 

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Resistenza/Liberazione. Due parole che fanno tutt’uno, per ricordarci ragazzi e ragazze che nel periodo 1943-1945, anni finali della seconda guerra mondiale, scatenata dal fascismo e dal nazismo, si ribellarono con gli scioperi, con la guerriglia partigiana, con l’insurrezione di intere città per cacciare il fascismo che li stava opprimendo, per cacciare dall’Italia le truppe naziste tedesche che l’avevano occupata (per dare manforte al loro alleato Mussolini e permettergli di proseguire nei suoi crimini) e che stavano facendo stragi sulle popolazioni, come a S. Anna di Stazzema, a Marzabotto e in altre decine di paesi.

Vinsero, questi ragazzi e queste ragazze. La loro resistenza condusse a un'Italia in qualche modo libera, dove però i padroni, i partiti loro amici, i loro governi ripresero presto in mano la situazione. Non riuscirono a imporre di nuovo il fascismo, ma ci provarono, in particolare con le decine e decine di lavoratori in lotta ammazzati dalla polizia, e calpestarono i principi della Costituzione tesi a tutelare il lavoro e a sviluppare la democrazia, finché il lavoro subordinato fu svuotato di ogni diritto, fino alle controriforme del governo Monti, che hanno riportato la ruota della storia del lavoro indietro, indietro, al 1800.

 

Il 25 Aprile di questi ultimi anni avrebbe dovuto, oltre che festeggiare la LIBERAZIONE del 1945, rimettere all’ordine del giorno la RESISTENZA. Una resistenza sociale contro lo sfruttamento sempre più massacrante del lavoro; contro le politiche liberticide, soprattutto in materia di lavoro sotto padrone; contro la legislazione dei governi che, in particolare negli ultimi decenni, hanno avuto mano libera dal sistema dei partiti (anche quelli di centro-sinistra) e da quello dei sindacati ufficiali per devastare la nostra condizione lavorativa, negarci ogni rispetto come lavoratori e lavoratrici, scipparci perfino la dignità.

Questo 25 Aprile ci vogliono obbligare a lavorare, per piegarci alla loro logica di profitto, per umiliarci come lavoratori e persone, in questo legittimati dai contratti nazionali e integrativi siglati da Cgil, Cisl e Uil che hanno ormai introdotto l'obbligo del lavoro per moltissimi giorni segnati in rosso sul calendario. Le liberalizzazioni delle aperture degli esercizi commerciali non solo distruggono l'ambiente familiare obbligandoci a lavorare la domenica, ma, come nel caso del 25 Aprile e 1 Maggio, tendono a distruggere la nostra memoria storica

Per non parlare dei problemi quotidiani relativi al rapporto di lavoro nel settore commercio, dove l’aumento dei carichi di lavoro si unisce alla precarietà del lavoro, ai bassi salari, a un clima da caserma, che rende sempre più difficile opporsi ad angherie e prepotenze senza rischiare ritorsioni (provvedimenti disciplinari, anche a base di multe e sospensioni, licenziamenti resi sempre più praticabili dalle normative in materia di lavoro, che hanno annullato i diritti conquistati in decenni di lotte).

 

Il 25 aprile e il 1 maggio non si lavora.

 

 

 

MASSIMA SOLIDARIETÀ ALLO SPAZIO ANTAGONISTA NEWROZ:

LE IDEE E LE LOTTE SOCIALI NON SI POSSONO BRUCIARE

Nella tarda mattinata di oggi è stato appiccato il fuoco all'interno dello spazio antagonista Newroz, che ha riportato danni importanti alla struttura. Un atto vigliacco contro una realtà che da anni svolge attività politica a Pisa, portando avanti un lavoro prezioso per il quartiere e per tutta la città.

Al momento non siamo in condizione di individuare i responsabili di questo atto, fascista nella sua natura. Ci appare chiaro, tuttavia, che l'obiettivo fosse quello di colpire un'esperienza importante e che questo rappresenti un gravissimo precedente, che minaccia tutti gli spazi di socialità e partecipazione democratica.

Esprimiamo la nostra ferma condanna dell'accaduto e auspichiamo una presa di posizione forte e chiara da parte di tutte le forze politiche e le istituzioni cittadine, a partire dall'Amministrazione Comunale, troppo spesso silenziosa. Ci auguriamo che stavolta, di fronte a un incendio che solo per un puro caso non ha avuto conseguenze più tragiche, si scelga di stare senza alcun tentennamento dalla parte della socialità e della partecipazione democratica.  

Progetto Rebeldía
 
 

Il teatro Pinelli libera un nuovo spazio

Salutiamo con piacere ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla nuova sede del Teatro Pinelli che nella giornata del  25 Aprile a Messina ha liberato un nuovo spazio sottraendolo all'incuria e all'abbandono, bloccando così l'ennesima speculazione che le amministrazioni comunali tentano sempre più di fare, in Sicilia come nella nostra Toscana e in particolare a Pisa.


Un 25 Aprile di liberazione che ha creato un nuovo bene comune.

Municipio dei Beni comuni/Ex-colorificio liberato

 

13.04.13 assemblea costituente dei beni comuni "commissione Rodotà"

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L’EX-SITICEM: UNA STORIA DI PROGRESSIVO ABBANDONO. RIGENERIAMO PISA A PARTIRE DALLE AREE DISMESSE.

 

Pisa, il verde e il cemento. Risposta all'Ufficio Stampa del Comune di Pisa

Non è un mistero che negli ultimi anni la giunta comunale di Pisa abbia investito, connivente con i grandi costruttori, nella cementificazione. Un esempio impossibile da ignorare sono le torri di Bulgarella a Cisanello: due scheletri abbandonati, un cantiere aperto da anni.

Non è un mistero che, ad esempio, sul Parco di Cisanello l'amministrazione abbia fatto un passo indietro solo a due mesi dal voto delle amministrative, dopo anni di risposte negative a tutte le associazioni ambientaliste, tra cui Legambiente, e a tutta la cittadinanza attiva che ha sempre chiesto maggiore spazio verde in una città dove è certamente poco rappresentato, fatta eccezione per quello ingabbiato nelle numerose rotonde.

Né si possono del resto ignorare gli importanti dati sui luoghi abbandonati, pubblici e privati, dalle grandi aree agli appartamenti, che abbiamo raccolto con WWF-Pisa e Legambiente all'interno della campagna RiutilizziAmo l'Italia. Tali dati parlano di centinaia di migliaia di metri quadrati di edificati lasciati abbandonati dalle proprietà, comunali, ma anche dell'Università di Pisa come dell'AOUP, e infine, ma non marginalmente, da privati, o meglio dire privanti, che negli anni hanno avuto modo di costruire, consumare il suolo della città e non restituire alcunché alla cittadinanza.

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